A Nola, nell'entroterra a est di Napoli, c'è una festa che non assomiglia a nessun'altra. Per un giorno la città si riempie di obelischi altissimi, rivestiti di decorazioni, che centinaia di uomini sollevano a spalla e fanno ondeggiare al ritmo della musica. Si chiamano Gigli, e ballano davvero: girano, avanzano, si fermano davanti ai balconi, tra gli applausi di chi guarda dalle strade. È la festa in onore di San Paolino, ed è uno degli appuntamenti più sentiti della Campania.
San Paolino e la leggenda dei gigli
Paolino fu vescovo di Nola tra il IV e il V secolo. La tradizione racconta che, durante un'invasione, si consegnò come prigioniero al posto del figlio di una vedova, e fu portato lontano dalla sua città. Quando finalmente tornò, i nolani gli andarono incontro con dei gigli in mano, divisi per mestiere. Da quel gesto, nel tempo, sarebbe nata la festa: i fiori sono diventati strutture sempre più grandi, e ogni corporazione ha continuato a portare il suo. Le versioni della leggenda variano nei dettagli, ma il senso è sempre lo stesso: un'intera città che festeggia il ritorno del suo vescovo.
Gli otto Gigli e la Barca
I Gigli sono otto, e ognuno porta il nome di un antico mestiere: l'Ortolano, il Salumiere, il Bettoliere, il Panettiere, il Beccaio, il Calzolaio, il Fabbro e il Sarto. A questi si aggiunge la Barca, che ricorda il ritorno via mare di Paolino e porta la figura del santo. Ogni obelisco è una struttura di legno alta quanto un palazzo di più piani, rivestita di decorazioni che cambiano ogni anno, con alla base una piattaforma su cui salgono i musicisti e i cantanti.
A muovere ogni Giglio è una squadra di portatori, chiamata paranza, guidata da un capo che dà i comandi. I movimenti sono studiati e provati per mesi: il Giglio può girare su se stesso, avanzare a passo di danza, piegarsi nelle curve delle strade strette. Il lavoro della paranza è fatica pura, ma visto da fuori sembra leggerezza, ed è proprio questo a colpire chi assiste per la prima volta.
Il riconoscimento UNESCO
Nel 2013 la Festa dei Gigli è entrata nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO, all'interno della rete delle grandi macchine a spalla italiane, insieme alle feste di Viterbo, Palmi e Sassari. Il riconoscimento non riguarda un monumento ma una pratica viva: le competenze dei costruttori, la musica, l'organizzazione delle paranze e la partecipazione di tutta la comunità, che si tramanda da generazioni.
Quando si svolge e come organizzarsi
La festa si tiene ogni anno a giugno, legata al 22 giugno, giorno di San Paolino: il momento centrale cade la domenica successiva, o il 22 stesso se è domenica. Nelle settimane precedenti ci sono eventi, prove e celebrazioni che preparano la giornata principale. Le date precise e il programma vengono pubblicati dal Comune di Nola e dagli organizzatori della festa: controllateli prima di partire.
Nola si raggiunge in auto in giornata da Casoria, e da Napoli è collegata anche dalla rete ferroviaria della Circumvesuviana. Nel giorno della festa il centro è chiuso al traffico e i parcheggi si riempiono presto: arrivare con anticipo fa la differenza. Se non riuscite a esserci a giugno, una visita al centro storico di Nola resta interessante anche il resto dell'anno, per farsi un'idea delle strade in cui i Gigli ballano.
Una base alle porte di Napoli
Per una festa così intensa conviene avere un posto tranquillo dove tornare la sera. Alicja House è a Casoria, a nord-est di Napoli, con parcheggio gratuito nel cortile del palazzo, comodo se vi muovete in auto verso Nola. L'appartamento ha due camere matrimoniali, una cucina completa e ospita fino a sei persone: è pensato per famiglie e piccoli gruppi. Trovate foto e servizi nella pagina dell'appartamento. E se restate qualche giorno, a giugno vale la pena aggiungere una gita ai Campi Flegrei o una sera nel centro di Napoli.
Una casa alle porte di Napoli
Alicja House è un appartamento a Casoria con due camere matrimoniali, cucina completa e parcheggio gratuito nel cortile, per famiglie e piccoli gruppi fino a 6 ospiti. Napoli Centrale è a una fermata di treno.